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Addome, nuove tecniche ‘light’ per eliminare la pancetta

Pancetta, la prima cosa che si nota al momento di indossare il costume. La pancia piatta è un sogno per milioni di italiani che accusano l’alimentazione, la pigrizia e la genetica. Per coloro che preferiscono evitare l’approccio chirurgico o il cui problema è lieve o moderato oggi esistono soluzioni meno invasive, purché si tratti solo di lassità e cedimento cutaneo. I fili di sospensione rappresentano oggi una soluzione non chirurgica per quei casi di lieve lassità cutanea in persone spesso magre in altri distretti.

Questi fili sono composti di acido polilattico, un materiale  completamente riassorbibile che grazie a dei coni si agganciano ai tessuti molli permettendo di riposizionali laddove serve.  Dopo 4 settimane questi fili si riassorbono ma la trazione dei tessuti rimane grazie ad un naturale processo di fibrosi sottocutanea provocato dai fili stessi. La durata di questa trazione e’ di circa 1 anno e mezzo. Tale metodica può essere combinata con lipofilling per correggere eventuali inestetismi dovuti a deficit di tessuti molli. L’intervento semplice, si esegue in regime ambulatoriale, è privo di rischi e rappresenta una buona soluzione per quei casi che hanno lassità cutanee e non vogliono ancora sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico. Le indicazioni per i distretti corporei sono l’utilizzo di fili più lunghi di quelli utilizzati per il viso, con un numero maggiore di coni di ancoraggio, sino a 12. L’aspetto più interessante è che i fili possono essere inseriti con tecniche diverse, in parallelo o perpendicolari tra loro per ottenere un effetto ancora più stabile e soddisfacente per il paziente. Il numero minimo è di 3-4 fili per lato, di più se devono creare una sorta di rete di sostegno. Ovviamente è necessaria una accurata visita che permetta al medico di valutare la ‘natura’ della pancetta e consigli la tecnica più adatta al singolo caso.